Rassegna

Articoli dall'Istituto

Giorno della memoria 2013

giorna della memoria 2013

Quest’anno per celebrare il “Giorno della memoria” abbiamo iniziato la nostra ricerca proprio da questo luogo (Monumento Parco Nord), dove abbiamo letto i nomi scritti su queste lapidi e   conosciuto le biografie di uomini e donne, lavoratori e lavoratrici delle grandi fabbriche sestesi. Sono storie di opposizione ai regimi fascista e nazista, alla produzione bellica; storie di deportazioni nell’inferno dei lager, di violenze, crudeltà, dolore, morte; di indicibili umiliazioni, di sacrifici, di lutti inconsolabili. Abbiamo conosciuto persone che si sono distinte per coraggio, patriottismo, solidarietà, fermezza nel rimanere fedeli ai propri valori. E ora noi, diventati testimoni, abbiamo acquisito la consapevolezza della fortuna di vivere in una democrazia, di avere una Costituzione tra le più progredite al mondo e di dover essere sempre vigili affinché nessuno possa toglierci il nostro futuro. Lo studio di questo pezzo di storia sestese ci ha resi orgogliosi della nostra città: ci ha fatto ripromettere di ricordare, non solo con la mente ma anche con il cuore, per combattere indifferenza, razzismo, discriminazione. 

Studenti e studentesse della classe III F 


27 gennaio 2013, giorno della memoria, una giornata in cui si ricordano qui a Sesto i tanti operai e operaie deportati nei lager nazisti. La nostra generazione è una generazione che non ha conosciuto la guerra, ma i nostri nonni, i nostri bisnonni, insomma, tutte le persone che ci hanno preceduto, hanno provato sulla loro pelle il terrore e il dolore che il fascismo, la dittatura e, in generale, la Seconda guerra mondiale ha provocato. Noi abbiamo cercato di comprendere quello che è successo attraverso varie esperienze: la visita a questo monumento, alcune letture, una ricerca sulle biografie degli operai delle industrie sestesi, le testimonianze di ex deportate o dei loro familiari. Grazie all’incontro con il Presidente dell’Associazione Deportati di Sesto (ANED) che ci ha raccontato l’angoscia e la preoccupazione con cui le famiglie dovevano convivere, abbiamo capito che c’era, nonostante tutto, una grande solidarietà tra gli operai che lottavano contro il nazifascismo. Essendo ragazzi non possiamo immaginare il dolore che avete provato ma grazie alle testimonianze di chi è ritornato dai lager o dei familiari che ci trasmettono la memoria di quello che è successo riusciamo a comprendere una minima parte della vostra sofferenza, e in alcuni momenti ci è sembrato come se una parte di noi avesse vissuto veramente quelle orribili esperienze. Ci sembra comunque importante ricordare, non solo in questo giorno, i sacrifici che avete fatto anche per noi. Ci è stato detto che eravate persone normali, non eroi, ma a noi siete comunque sembrate persone eccezionali perché avete lottato e difeso i vostri ideali e grazie a voi noi stiamo vivendo in un periodo di pace e libertà.

Studenti e studentesse della classe III C


Caro nonno,

mi hanno arrestato, non so neanche più quanto tempo è passato. Sono a Mauthausen.
Ho affrontato un viaggio molto difficile per arrivare qui: non ho mangiato né bevuto per giorni. Mi ha commosso il gesto di un uomo che mi ha offerto un pezzo di pane portato da casa sua.
Ci hanno caricati su treni come fossimo animali. Quando siamo arrivati al campo ho perso tutto. Mi hanno sequestrato gli orecchini, le scarpe, i vestiti e il regalo ricevuto per il mio bat-mitzvah, una collanina d’oro!
Durante la deportazione ho perso anche i miei genitori e mio fratello. Nello smistamento sono stati destinati ad Auschwitz.
Io sono sola. Mi sento sola.
Questo campo è un posto orribile. Ci forniscono vestiti puzzolenti, sporchi. Siamo denutriti, pelati, senza più dignità. Scheletri viventi.
Ci svegliano molto presto, ci fanno mettere in riga per l’appello. A volte ci costringono a stare in piedi ore, in attesa della chiamata. Siamo invasi dal terrore: potrebbero decidere di ucciderci, fucilarci, portarci a fare la doccia.
Io so. Non si tratta di docce ma di camere a gas!
Una volta hanno portato anche me, ma si è trattato di uno scherzo macabro, di cattivo gusto: ci hanno bagnato con acqua fredda e mi sono ammalata.
I tedeschi ci odiano, ci disprezzano, per questo ci fanno soffrire.
Dopo l’appello ci portano nelle cave e lavoriamo tutto il giorno spaccandoci la schiena. Alla fine della giornata sono distrutta.
In questo luogo mi sono trasformata in un animale. Pur di procurarmi qualcosa da mangiare rubo ai più deboli.
Di notte dormo male, su un asse di legno. Con me ci sono una donna anziana con una mano fratturata e una giovane donna in fin di vita. Non stanno mai ferme, si agitano tutta la notte.
C’è della gente nella mia baracca che urla, si sveglia in preda agli incubi. Non ero mai caduta così in basso, vorrei morire per porre fine a queste sofferenze.
Se mai riuscirò a tornare temo che ogni notte tornerò a sognare questi interminabili giorni.
Ma racconterò, testimonierò questa terribile verità, perché non venga mai dimenticata.

Sarah, tua 194058 19 febbraio 1944

Testo di Sofia N. 3 A


Lettera a un deportato

Cari famigliari di Ettore Merati,
vogliamo ricordarvi che Ettore non è morto invano è morto per darci un futuro migliore. 
Lui è un eroe che si è battuto contro il fascismo per un' Italia migliore, un' Italia Libera, Unita, dove ognuno poteva e può avere delle proprie idee, poteva e può esprimere le  proprie opinioni.
Il vostro pianto non è vano perché ci ricorda che lui è con noi, è nei nostri cuori.
Vi chiedo di fare un minuto di silenzio anche se un minuto non basta per questo eroe e per tutti gli altri  uomini coraggiosi che hanno perso la vita per noi.

Da Edoardo, Amir e Alessio 3D


Lettera a un deportato 

Cari famigliari,

vogliamo ricordare Edoardo come un grand uomo, che ha “combattuto” contro il fascismo come un grande eroe, avendo scioperato.
Ha avuto un gran coraggio a scioperare con tutti gli altri lavoratori ed è per questo che vogliamo dedicargli una poesia:
Coraggio e amore
è stata la tua vita.
Crudeltà e sofferenza
è stata la tua nazione.
Ma tu hai saputo regalare un futuro migliore a noi e all' Italia intera.

LUCA D. E FABIO 3 D


 27 GENNAIO

Giorno della memoria

commemorato da tutti

per ricordare la vita, il coraggio e i valori di Persone Innocenti

morte durante le Seconda Guerra Mondiale

per dare a noi la libertà

per dare a noi la pace

per dare a noi un Mondo unito e accogliente

per non ripetere gli stessi errori commessi in passato,

siamo qui a ricordarli e ringraziarli.

 ALESSIA ,NINOSKA 3D


LACRIME

 Tolsero i vestiti

ma non la dignità,

Tolsero le case

ma non il loro conforto,

Tolsero i sorrisi

ma non il loro coraggio,

Gli tolsero il corpo

ma non l'anima.

 DEA, ALICE, CHIARA 3D 


 Poesie ai deportati

  Niente nomi

 solo numeri

 Niente carne

 solo ossa

 Niente sorrisi

 solo lacrime

 Niente aria

 solo gas

 Niente giustizia

 solo vergogna 

 Niente certezze

 solo bugie

 Niente bisogni

 solo doveri

 Niente lavoro

 solo massacro

 Niente sogni

 solo incubi

 Niente stelle

 solo buio

  Idee: Federica Quaia 3D

 Parole: Anna Cavalieri 3D


               GLI   ANGELI                 

 Se in tutto il mondo è ricordata questa data 

è perché tutti abbiamo un motivo per non dimenticarla.

Se per il volere di Persone Spietate 

Persone Innocenti hanno perso la vita

 Se fossimo stati per un solo momento

al posto di coloro che hanno dovuto subire tutto ciò,

avremmo chiesto spiegazioni a quel Mondo Crudele.

Se ora siamo liberi

e se ora abbiamo il diritto di esprimere ciò che proviamo

e urlarlo al mondo intero

è grazie alle loro vite.

 REBECCA ,ALESSANDRO E MARIO 3D


IL MIO PENSIERO

Io penso che ogni persona sia uguale ad ogni altra, in qualsiasi caso: che sia disabile, di diversa nazione o religione.

Perché ogni persona ha dei diritti.

La libertà: è questo che sognavano le persone a quel tempo.

E' paradossale, perché oggi la libertà è scontata, invece, durante quei terribili anni della seconda guerra mondiale, la libertà era appesa ad un filo immaginario.

Per questo vorrei ringraziare tutte quelle persone che hanno sacrificato la propria vita per garantirci un futuro, per noi presente, migliore.

GRAZIE.

SIMONE E MARTA 3D


RIFLESSIONE

Mi è capitato, parlando con amici lontani, di venire a sapere che conoscevano Sesto San Giovanni. Qualcuno c'era stato, altri ne avevano sentito parlare; ma non perché sia una città meravigliosa, ce ne sono tante come Sesto. Non la conoscevano per gli abitanti, ci sono anche qua i buoni e i cattivi. La conoscevano come Medaglia d'Oro alla Resistenza. Che bello che è vedere questa cosa scritta un po' dappertutto. Per vincere una medaglia d'oro bisogna arrivare primi. Ma su questo podio, chi ci è salito? Sarà forse un corridore, un nuotatore o un ciclista? No, sappiamo tutti che non è così. O meglio, magari questi eroi erano anche corridori, nuotatori o ciclisti, ma non hanno certo vinto per questo. Li chiamano deportati. Io li chiamo Uomini. Erano 560 circa qui in questa nostra Sesto, di cui 220 morti per la nostra libertà. Siamo qui per loro. Volgo al termine, sperando di aver tenuto aperta una piccola parentesi che non dovrà mai essere chiusa.

Per non dimenticare, Alessandro C. 3D